Il Vicepresidente Pino in audizione alla Camera sul DL 1° maggio

Il Vicepresidente Pino in audizione alla Camera sul DL 1° maggio

Confapi, rappresentata dal vicepresidente con delega ai Rapporti con le organizzazioni territoriali e le unioni di categoria, Luigi Pino, e dal Direttore degli Affari legislativi e istituzionali, Stefania Multari, è stata audita oggi dall’XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati sulla conversione in legge del decreto-legge in materia di salario giusto.

“Questo decreto-legge – ha dichiarato Pino – segna un intervento legislativo di portata sistemica che mira a ridefinire i pilastri del mercato del lavoro e va nella direzione da sempre auspicata da Confapi. Confapi, pur apprezzando l’impegno del Governo nel rafforzare e sostenere l'occupazione giovanile e femminile, evidenzia che gli incentivi all’occupazione, pur apprezzabili, necessitano di un arco temporale più lungo per consentire una programmazione che vada al di là del solo 2026. Per quel che riguarda il bonus Zes, non limitarlo alle sole micro-imprese con meno di 10 dipendenti rischia di creare un ‘effetto trappola della crescita’ ”.

Relativamente alle disposizioni in materia di ‘Salario giusto’, Confapi apprezza fortemente la scelta del Governo di individuare nella contrattazione collettiva la principale fonte regolatrice dei rapporti fra mercato e diritto del lavoro. “Valutiamo molto positivamente questa misura – ha sottolineato il vicepresidente – essendo storicamente schierati contro i contratti pirata che alterano la concorrenza e penalizzano i lavoratori. Al contempo, è importante porre l’attenzione sull’incertezza definitoria. Il Trattamento Economico Complessivo, pur essendo rinvenibile in alcuni Ccnl, non è definito in maniera univoca. È opportuno che il legislatore colmi questa lacuna con una definizione degli elementi da includere nel Tec, al fine di evitare incertezze applicative, facendo ricomprendere anche tutta la bilateralità. A nostro avviso, inoltre, al fine di contrastare il dumping contrattuale, bisognerebbe fare riferimento al Tec complessivo e non individuale, applicato su tutti i lavoratori dell’azienda per l’accesso a incentivi e benefici”.

Confapi, infine, valuta positivamente l’inserimento, fra i parametri di riferimento utili a determinare il perimetro contrattuale, della dimensione e della natura giuridica del datore di lavoro. Tale previsione rappresenta un fondamentale riconoscimento, da parte del legislatore, della specificità della piccola e media industria privata.