Confapi, rappresentata dal Presidente di Confapi Campania, Angelo Bruscino, ha preso parte all’audizione della IX Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato in merito ai Principali aree di crisi industriale complessa in Italia con particolare riferimento all’area di Acerra, Marcianise e Airola.
“La situazione attuale di quest'area, a seguito dei processi di deindustrializzazione – ha spiegato Bruscino - richiede un forte impegno nel recupero dei siti industriali dismessi, che rappresentano un patrimonio di inestimabile valore. Nello specifico, il polo in esame si caratterizza per vocazioni industriali ben definite, le cui eccellenze rischiano oggi la dispersione. La priorità per il mondo delle Pmi industriali che Confapi rappresenta è scongiurare la dispersione del patrimonio di competenze professionali formatosi nei decenni. Spesso, l'eredità più grande di un'industria sul territorio è proprio il know-how dei suoi lavoratori. Se le grandi aziende chiudono e i lavoratori vengono semplicemente accompagnati alla pensione attraverso strumenti passivi, si compromette in modo irreversibile la capacità di ripopolare industrialmente quelle aree”.
“Oggi le nostre Pmi – ha aggiunto - denunciano una forte carenza di manodopera qualificata. A tal fine, Confapi propone la costituzione, in sinergia con Governo e Regione Campania e Organizzazioni datoriali del territorio, di ‘Poli di mantenimento delle competenze’ o di vere e proprie ‘Accademie di Eccellenza’. Attraverso la formazione continua, i lavoratori espulsi dal ciclo produttivo verrebbero riqualificati e mantenuti attivi, pronti a essere ricollocati non appena nuovi investimenti torneranno sul territorio”.
A questo elemento, Confapi affianca un’altra proposta: favorire un'attività di scouting mirato di imprenditori con l’obiettivo di incentivare aziende che, insediandosi in queste aree, possano ‘accorciare la filiera’, internalizzando processi o subforniture proprio grazie all'assorbimento di questi lavoratori altamente specializzati già presenti sul territorio
Confapi chiede di puntare sia sui mini contratti di sviluppo che sullo strumento delle ‘Reti di Impresa’. “Riteniamo imprescindibile – ha sottolineato Bruscino - che i Contratti di Sviluppo vengano aperti e adattati ad aggregazioni di Pmi appartenenti alla medesima filiera produttiva. Lavorare in logica di rete consentirebbe alle micro e piccole imprese di accedere ai fondi per realizzare progetti altrimenti insostenibili, quali: ricerca e sviluppo condivisa; poli logistici comuni e approvvigionamento energetico; creazione di incubatori di impresa strategici, in grado di ospitare più realtà della stessa filiera.
Confapi condivide, infine, le perplessità istituzionali sollevate a livello regionale riguardo alle disposizioni della Legge di Bilancio. Il rifinanziamento per 100 milioni di euro degli ammortizzatori sociali per le aree di crisi complessa ha visto, purtroppo, l'eliminazione del riparto regionale in favore di un fondo a gestione nazionale. Questo accentramento rischia di introdurre forti incertezze nella programmazione territoriale. È invece essenziale mantenere un coordinamento stretto e prevedibile tra istituzioni centrali e Regioni per garantire che le risorse arrivino tempestivamente ai lavoratori delle aree di crisi come quella campana.