CONFAPI SANITÀ: CON DECRETO SCHILLACI MENO BUROCRAZIA E ASSISTENZA TERRITORIALE SALVA

CONFAPI SANITÀ: CON DECRETO SCHILLACI MENO BUROCRAZIA E ASSISTENZA TERRITORIALE SALVA

"Siamo di fronte a un cambio di paradigma non più procrastinabile. La crisi attuale, caratterizzata da una carenza di oltre cinquemila medici di medicina generale e da un sovraccarico insostenibile dei Pronto Soccorso, richiede soluzioni strutturali. Il Decreto Schillaci interviene con coraggio sui nodi che hanno paralizzato il sistema negli ultimi vent'anni". Lo ha dichiarato il Presidente di Confapi Salute, Università e Ricerca, Michele Colaci, commentando il Decreto relativo alla riorganizzazione della Medicina Generale.

Per Confapi Salute, la valorizzazione del rapporto di esclusività — sia esso in regime di convenzione rafforzata o di dipendenza — è la chiave per restituire dignità alla professione. "Secondo le ultime rilevazioni interne – ha spiegato Colaci - oggi un medico di base dedica mediamente il 65% del proprio orario lavorativo a mansioni puramente amministrative. La riforma punta a invertire questa tendenza. Grazie all'integrazione di personale amministrativo e infermieristico nelle reti territoriali, stimiamo un recupero di almeno 15 ore settimanali da dedicare esclusivamente alla visita clinica e al telemonitoraggio dei pazienti cronici".

Il giudizio di Confapi Salute è poi particolarmente positivo sulla centralità delle Case della Comunità. "Il modello dello studio isolato – ha sottolineato Colaci - non è più in grado di reggere l'urto dell'invecchiamento demografico. L'attivazione di Case della Comunità Hub aperte 24/7, con la presenza strutturata dei medici di famiglia, permetterà una riduzione stimata del 22% degli accessi impropri (codici bianchi e verdi) nei presidi ospedalieri entro il primo biennio di applicazione".

"Come Confapi Salute – ha aggiunto il Presidente - vediamo nella riforma anche una grande opportunità di collaborazione pubblico-privata. Le piccole e medie industrie della sanità che rappresentiamo sono pronte a fornire il supporto tecnologico e diagnostico necessario all'interno delle nuove reti territoriali. L'esclusività del servizio non deve essere vista come un limite, ma come una garanzia di qualità per il cittadino".

Nel Decreto particolare valore è rappresentato dal forte impulso che viene dato alla telemedicina. "La riforma – ha detto Colaci - abilita l'assistenza medica a distanza e il telemonitoraggio come strumenti ordinari di cura. L'implementazione della telemedicina su scala nazionale, secondo le nostre stime, può ridurre del 30% gli spostamenti fisici non necessari dei pazienti fragili, garantendo al contempo un monitoraggio dei parametri clinici costante e tempestivo, con un risparmio per il sistema stimato in oltre 1,5 miliardi di euro annui in termini di costi indiretti".

Da qui l'invito alle rappresentanze sindacali "a superare le resistenze corporative. Non è più tempo di difendere vecchi schemi di autonomia che si sono trasformati, nei fatti, in solitudine assistenziale. Il passaggio a un sistema integrato è l'unica via per garantire la sostenibilità del SSN e la salute degli italiani".