Confapi, rappresentata dal vicepresidente Francesco Napoli e dal Direttore Affari legislativi e istituzionali Stefania Multari, è stata audita dalla X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati in merito all’indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori.
“Il tema del cambio stagionale dell’ora – ha affermato Napoli – è un passaggio rilevante che tocca aspetti strutturali del funzionamento dell’economia europea, da inserire in una riflessione sull’efficienza dei sistemi regolatori, sulla competitività delle imprese e sulla coerenza del mercato interno. In un contesto economico e tecnologico profondamente mutato, il superamento dell’alternanza oraria rappresenta una misura di semplificazione burocratica”.
“Esprimiamo quindi una valutazione favorevole all’ora legale permanente – ha specificato – ritenendo che possa migliorare le condizioni operative delle PMI industriali e ridurre gli oneri organizzativi legati agli adeguamenti periodici nei sistemi informatici, nella produzione, nella logistica e nella sincronizzazione con partner internazionali. Riteniamo altresì che la soppressione dei cambi stagionali dell’ora debba avvenire a condizione che la riforma sia attuata in modo coordinato a livello europeo, con tempi certi e un quadro armonizzato, per garantire benefici reali al sistema produttivo e alle nostre PMI”.
Negli anni scorsi, l’ora legale permanente è stata al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee: nella consultazione della Commissione Europea del 2018 (4,6 milioni di risposte), l’84% si è detto favorevole all’abolizione del cambio stagionale, con una preferenza tra imprese e stakeholder del 61% per l’ora legale contro il 30% per l’ora solare.
“Sul piano energetico – ha aggiunto Napoli – il beneficio esiste ma è oggi più contenuto: secondo i dati Terna (marzo 2026), in Italia l’ora legale comporta un risparmio annuo di circa 302 milioni di kWh, pari al fabbisogno di oltre 115.000 famiglie, con un beneficio economico di circa 80 milioni di euro nel 2026; dal 2004 al 2025 il risparmio complessivo è stato superiore a 12 miliardi di kWh, pari a circa 2,3 miliardi di euro. Tuttavia, tali benefici risultano sempre più limitati per effetto dell’adozione di tecnologie a basso consumo (LED), della diffusione di sistemi intelligenti di gestione dell’energia e dell’aumento dei consumi legati alla climatizzazione estiva”.
Confapi evidenzia inoltre che il cambio stagionale dell’ora è associato a effetti sui ritmi biologici e sul benessere individuale, mentre la sua eliminazione contribuirebbe a una maggiore stabilità dei ritmi quotidiani. Resta essenziale il coordinamento europeo: il rischio di una frammentazione dei fusi orari, derivante da scelte autonome degli Stati membri, potrebbe creare criticità per commercio, trasporti e aviazione e distorcere il mercato interno.
Infine, il vicepresidente di Confapi ha ribadito “la necessità di un’adozione armonizzata dell’ora legale permanente, accompagnata da una sperimentazione di almeno un anno e da una valutazione di impatto approfondita e multisettoriale con il coinvolgimento delle parti sociali”.