CONFAPI, MORELLO RITTER NUOVO COMMISSARIO NAZIONALE AL TURISMO: «DAL RECOVERY PLAN LE RISORSE PER GLI INVESTIMENTI MA SERVONO INFRASTRUTTURE E REGOLE CERTE»

CONFAPI, MORELLO RITTER NUOVO COMMISSARIO NAZIONALE AL TURISMO: «DAL RECOVERY PLAN LE RISORSE PER GLI INVESTIMENTI MA SERVONO INFRASTRUTTURE E REGOLE CERTE»

L’Assemblea nazionale della Confederazione ha affidato al padovano Jonathan Morello Ritter l’incarico di Commissario al Turismo, un settore che assieme all’export vale il 50% del Pil italiano, «e che vuole ripartire. Ma che potrà farlo solo invertendo la rotta».

 

Jonathan Morello Ritter è stato nominato Commissario al turismo di Confapi. L’incarico gli è stato affidato dall’Assemblea nazionale che ha riconfermato all’unanimità Casasco al vertice della Confederazione delle piccole e medie industrie private. Già presidente nazionale dei Giovani imprenditori di Confapi, oltre che, ovviamente, imprenditore a sua volta, 37 anni, Morello Ritter è pronto a raccogliere la sfida, occupandosi di uno dei settori più importanti per l’economia del Paese, ma, allo stesso tempo, tra i più colpiti dalla pandemia.

«Il turismo insieme all’export rappresenta già la metà del Pil italiano e credo che potrebbe crescere ancora di più», afferma l’imprenditore padovano. «In particolare, potrà farlo se riusciremo a cavalcare le opportunità che ci aspettano grazie al Recovery Plan. E dobbiamo farlo con un altro passo rispetto al passato. In primis rendendo più chiara la normativa che disciplina il settore turistico, sia dal punto di vista interpretativo che nella certezza dei tempi di attuazione. Uno dei problemi più grandi di chi investe in Italia è quello, appunto, dell’incertezza, per cui si cambiano in corsa le regole del gioco. E invece è necessario dare alle imprese, anche nel settore turistico, un panorama certo e definito di almeno cinque anni per far ripartire gli investimenti. Allo stesso modo, il settore necessita di maggiori infrastrutture pubbliche, che ad oggi rendono poco praticabili alcune località. E potrebbe essere un’opportunità puntare su una combinazione fra il turismo congressuale e quello vacanziero-culturale. In pratica, sollecitando le imprese straniere a venire in Italia per visitare la nostra terra e conoscere le nostre aziende, dando così una mano anche all’export dei nostri prodotti. Infine ritengo sia necessario subito un piano di marketing attrattivo. Dall’estero sono ancora pochissimi i turisti a causa del Covid e dell’incertezza delle procedure che rischiano di bloccare in quarantena chi arriva. Tutte persone che dobbiamo tornare ad attirare non appena sarà possibile».

Morello Ritter è, assieme al Presidente di Confapi Padova Carlo Valerio, uno dei due padovani nella Giunta nazionale della Confederazione guidata da Maurizio Casasco. Giunge a ricoprire l’incarico di Commissario al turismo dopo aver guidato a livello nazionale i Giovani Imprenditori di Confapi, dal 2017 al 2020. Una categoria che, dunque, conosce bene. «Purtroppo oggi il problema è che i giovani non vogliono fare impresa. La figura professionale dell’imprenditore non è per nulla incoraggiata dal sistema scolastico e un giovane che comunque si spinge a voler far impresa spesso lo fa del tutto impreparato. Chi riesce poi a superare il periodo critico dei primi anni di attività si trova spesso a dover fare i conti con una sottocapitalizzazione della propria azienda e quindi a una difficoltà ad accedere a finanziamenti per investire sulla propria attività. Però le ragazze e i ragazzi d’oggi hanno una fortuna innata: i giovani nascono “green e digitali” e saranno quindi gli attori più idonei a cavalcare la transizione digitale ed ecologica del Recovery Plan. Credo inoltre che i giovani siano coscienti della necessità di impostare e far crescere le proprie aziende in maniera manageriale, abbandonando l’approccio “padronale”, pronti così a una visione globale del mercato. Inoltre i giovani sono consapevoli della necessità di formazione continua per loro stessi e per i propri dipendenti. Questa sarà la vera chiave di volta per la lotta contro la disoccupazione: l’unica strada per trovarsi un lavoro o per mantenerlo sono le competenze e non di certo il sogno del contratto a tempo indeterminato a tutti i costi».

 

Nella foto Jonathan Morello Ritter