Il vicepresidente di Confapi, con delega al Made in Italy e Sviluppo Imprese familiari, Corrado Alberto, alla presenza del vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è intervenuto come relatore all’evento dal titolo “Obiettivo Export: Imprese e territori del Nord Italia”, prima tappa di un ciclo di incontri volto a sostenere l’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano, in vista della Conferenza Nazionale dell’Export.
Promosso dalla Farnesina con il supporto della Regione Piemonte, l’evento si è aperto con i saluti istituzionali del Presidente Alberto Cirio, seguiti dall’intervento del Ministro Tajani e da sessioni dedicate agli strumenti di sostegno all’export e al ruolo dei territori nello sviluppo dei mercati internazionali, in collaborazione con le principali associazioni di categoria.
Nel corso della tavola rotonda dedicata alle imprese e al ruolo dei territori per lo sviluppo dei mercati internazionali, il vicepresidente Corrado Alberto ha evidenziato l’importanza degli strumenti per la competitività. “Oggi abbiamo ricevuto da Simest una notizia molto positiva – ha affermato Corrado Alberto -: il sostegno alla patrimonializzazione delle imprese, fondamentale per consentire, anche in momenti di grande incertezza come quelli attuali, di portare avanti investimenti strategici e continuare a migliorare l’elevata qualità della manifattura e dei servizi delle imprese italiane esportatrici”.
“Questo aspetto è cruciale – ha aggiunto -: se in fasi così complesse si arrestassero gli investimenti e si bloccasse l’innovazione - tecnologica, ma anche nei settori dell’agroalimentare e dello stile, che da sempre ci contraddistinguono - si comprometterebbe uno dei principali punti di forza del nostro sistema produttivo. Sapere di poter contare su un supporto concreto anche sotto questo profilo è quindi essenziale. Allo stesso tempo, è necessario affrontare alcune criticità presenti sul territorio. Le nostre imprese eccellono per capacità produttiva e innovazione, ma spesso si trovano ostacolate da carenze infrastrutturali: strade non adeguate che rallentano la logistica, aree industriali non raggiunte dalla fibra, difficoltà nelle connessioni digitali. Per questo – ha spiegato - è indispensabile rafforzare una politica industriale e infrastrutturale efficace. Accanto allo sviluppo dei corridoi logistici, non va trascurata l’infrastruttura digitale: se la fibra non è più sufficiente o diffusa, è fondamentale garantire una copertura 5G capillare, così da permettere alle aziende di operare con tecnologie all’avanguardia”.
“Infine, il valore del made in Italy è legato anche alla sua capacità di comunicarsi. Se in passato la comunicazione ha contribuito al suo successo, oggi è altrettanto importante parlare alle nuove generazioni utilizzando i loro strumenti e linguaggi. Occorre trasmettere anche a loro l’apprezzamento per prodotti di qualità, ben fatti e durevoli, contrastando la cultura dell’usa e getta e rafforzando il legame con il bello e il buono che rappresentano l’essenza della nostra tradizione produttiva” ha concluso il vicepresidente Corrado Albero.
Alla prima tappa di “Obiettivo Export” sono intervenuti 700 partecipanti e circa 600 incontri tra le imprese e i Capi degli Uffici Commerciali di alcune Ambasciate (in Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Polonia, Cina, Turchia, Giappone, Canada ed Etiopia), i Direttori di alcuni degli Uffici ICE (New York, San Paolo, New Delhi, Dubai e Riad) ed esperti di SACE, SIMEST, CDP. Inoltre hanno partecipato ai lavori 126 Ambasciatori collegati da tutto il mondo.